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Il bambino come angelo venuto da un altro pianeta rappresenta, nella nostra realtà, la materializzazione del futuro; come luce di cambiamento illumina la strada dell'umanità. Il bambino è musica dell'intero universo.
Per molti popoli, grandi pensatori, mistici, divinità, profeti, artisti, poeti, religioni, il bambino è il Maestro, l'essere in grado di costruire il futuro mancante, l'anello di congiunzione tra la nostra realtà e una realtà futura, ignota ma certa, irraggiungibile ma di sicuro approdo. I bambini diventano allora estensioni temporali del nostro percorso di vita.
Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli. (Gesù) 
I fanciulli sono continuamente ebbri: ebbri di vivere. (Paul-Jean Toulet)
Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini. (Dante Alighieri)
La sola cosa necessaria per la tranquillità del mondo, è che ogni bambino possa crescere felice (Cervo Zoppo, Sioux).
E' suo compito (del guerriero ndr) occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere a se stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell'umanità. (Toro Seduto) 
Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli. (Gesù) 
I giochi dei bambini non sono giochi, e bisogna considerarli come le loro azioni più serie (Michel de Montaigne) .
I fanciulli trovano tutto nel nulla, gli uomini trovano il nulla nel tutto. (Giacomo Leopardi).
Lo Zen afferma che, se abbandoni il sapere - e nel sapere è inclusa ogni cosa: il tuo nome, la tua identità, tutto quanto, poiché queste cose ti sono state date dagli altri - se lasci cadere tutto ciò che gli altri ti hanno dato, acquisirai nel tuo essere una qualità totalmente diversa: l'innocenza. Sarà una crocifissione della "persona", della personalità, e avverrà una resurrezione della tua innocenza: di nuovo tornerai a essere un bambino, rinato. (Detto Zen).
Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l'adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé. (Pablo Neruda).
Non conosco meditazione più elevata del guardare i miei figli.
Essi sembrano vivere in uno spazio di presente eterno, dove tutto è finto "per davvero".
Guardarli è come vedere se stessi nel passato, riscoprire una parte di sè sepolta, osservare il futuro in nuce dell'umanità.
Per questa ragione nel mio lavoro ho sempre definito i bambini come angeli, gli uomini di domani, portatori di un futuro nato dal loro sogno.
Ma anche come le chiavi per aprire il cassetto dei nostri ricordi d'infanzia, un cassetto pieno di fotografie, diapositive e Super8 che ci riportano al momento in cui avevamo la loro l'età.
E infine come mappa del tesoro più prezioso: il bambino onnipotente presente in ognuno di noi, il vero essere umano che si cela sotto un'armatura costruita per impedirci di sentire il dolore, ma che ci nega anche di sentire l'amore e la compassione.
I bambini allora diventano gli esseri in grado di guidare il genere umano verso la trasformazione.
Un'icona dell'infinita consapevolezza.
Sulla tela celebro il passaggio di questi angeli maieuti, in grado di “allevarci” e di “insegnarci”, attraverso le loro verità spiazzanti, il loro essere noi stessi nel passato e nel futuro, e la qualità dei loro occhi intrisi di domani.
Spesso mi chiedo se siano i genitori ad aver dato loro luce o siano essi stessi a scegliere quando e dove nascere.
Di sicuro so solo che osservando la nascita di un bambino diventa palese l'esistenza di Dio.

Introduzione di Akira Zakamoto alla mostra "Angeli" Cervo (IM) 2009
Gli angeli esistono.
Ogni giorno entrano ed escono dalla nostra vita, come esseri venuti da altri pianeti, attraversano la nostra vita per pochi attimi.
Confusi e frettolosi ci neghiamo la possibilità di celebrare l'evento del loro passaggio;
guardandoli distrattamente. Imprimere sulla tela il loro volto,
cristallizzare l'attimo in cui ho visto un angelo materializzarsi, celebrare e gioire del loro passaggio, riconoscere la crescita interiore
che ne è derivata, diventa allora una necessità. Gli angeli che dipingo sono esseri perfetti: gli uomini e le donne del pianeta terra.
Introduzione di Akira Zakamoto alla mostra "Qui" Cortemilia (CN) 2008
I vostri figli non sono figli vostri. 
Sono figli e figlie della sete che la vita ha di se stessa. 
essi vengono attraverso di voi, ma non da voi, 
E benché vivano con voi non vi appartengono. 
Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri: 
essi hanno i loro pensieri. 
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime: 
esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno. 
Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi: 
la vita procede e non s'attarda sul passato. 
Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti. 
L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito, e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane. 
Affidatevi con gioia alla mano dell'Arciere; 
poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell'arco.
Kahlil Gibran, “Il profeta”
 
 
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©2010 Fatto a mano su misura dallo Studio d'Arte Akira Zakamoto